Botanica

Inquadramento botanico

Quanto segue è tratto dal libro “Silene vulgaris, un piccolo grande tesoro” di Leopoldo Mugellesi.

Il seguente testo è liberamente tratto principalmente dai siti:


https://it.wikipedia.org/wiki/Silene_vulgaris ?t=47992

https://dryades.units.it/scuole/index.php?procedure=search

https://luirig.altervista.org/flora/taxa/floraindice.php

https://funghimagazine.it/encyclopedia/silene-vulgaris/

https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php

a cui si rimanda per ulteriori e più dettagliate informazioni.

La Silene vulgaris [Moench] Garcke è una pianta appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae.

Etimologia

L’epiteto generico, Silene, è di etimo incerto.

Probabilmente è connesso con la parola greca σίαλον”sialon” (= saliva), un riferimento alla sostanza bianca schiumosa spesso presente sulla pianta. Tale sostanza è secreta dalle forme giovanili di insetti parassiti, cicaline, che succhiano la linfa dal fusto di molte specie del genere Silene.

Secondo un’altra teoria potrebbe derivare dal greco Σειληνός (Seilenós) = Sileno (in latino Silenus), che la mitologia greco-antica ricorda come padre adottivo e compagno di Bacco.

Sileno viene spesso raffigurato sotto sembianze umane, perennemente ebbro, ma anche con attributi animaleschi come orecchie, coda e zoccoli equini, coperto di schiuma dovuta alla vinificazione.


Foto 6 – Germoglio di silene con la caratteristica schiuma, prodotta dalla larva di un piccolo insetto.

Forse quest’ultima peculiarità può giustificare la scelta dell’epiteto generico: infatti molte specie di Silene sono cosparse da una tipica secrezione vischiosa che può ricordare una sorta di schiuma. Oppure può derivare sempre da Sileno che viene raffigurato solitamente con un gran ventre gonfio e ricorda la tipica forma a palloncino dei fiori di molte specie di Silene. Non è quindi un caso che Silene rigonfia sia uno dei sinonimi con cui è spesso identificata la nostra pianta.

Una versione più romantica invece pensa che il nome derivi da Selene, la dea greca della Luna, per la caratteristica di molte specie di aprire i fiori di notte, alla sua luce.

L’epiteto specifico, vulgaris, deriva dal latino vúlgus = volgo, gente comune. In questo caso con l’accezione di banale, significava molto comune, molto frequente e diffuso.


Foto 7– Bella pianta di stridoli sull’argine del fiume Santerno.

Aspetto

A questa pianta basta una piccola fessura i un marciapiede per crescere rigogliosa.