Distribuzione in Italia
Quanto segue è tratto dal libro “Silene vulgaris, un piccolo grande tesoro” di Leopoldo Mugellesi.

In Italia, con le varie sottospecie, è comune in tutte le regioni isole comprese. In Sicilia è presente anche Silene vulgaris subsp. aetnensis (Strobl) Pignatti.

Distribuzione altitudinale
La Silene vulgaris può vegetare dal livello del mare fin verso i 1.800/2.000 metri sulle Alpi; nel sud Italia può essere presente anche oltre i 2500 metri. È opportuno sottolineare che oggi, a causa del riscaldamento globale, il suo areale di crescita si sta estendendo anche ben oltre queste quote.

Piante di stridoli in montagna
Nomi comuni italiani
In Italia sono numerosi i nomi comuni e, soprattutto, dialettali per questa pianta che, nel nostro paese, si raccoglieva sicuramente già ai tempi degli antichi romani. Molti nomi comuni fanno riferimento alla forma del suo fiore, ovvero al rigonfiamento del calice, o al caratteristico rumore stridente delle foglie sfregate. Altri fanno riferimento allo scoppiettio che fanno i fiori, schiacciati per gioco dai bambini.
Nomi comuni italiani molto utilizzati sono: Silene comune, Bubbolini, Schioppetti e, sempre più diffuso, Stridoli o strigoli. Nomi italiani obsoleti, presenti in pubblicazioni molto datate, sono:
Behen bianco, Polemonia e soprattutto Silene inflata.
Nomi dialettali
Regione Abruzzo: Cunijje, Niscari (L’Aquila), Strivule, Strivulille.
Regione Basilicata: Bat’.
Regione Calabria: Arganeju, Carminedd (Rossano Calabro).
Regione Campania: Garofanielli, Garufulielli (Salerno).
Regione Emilia Romagna: Ciuchett (Bologna), Garofen salvadegh (Reggio E.), Gialsumen d’ campagna (Romagna), ‘ngrassa galeina (Bologna), Stridel (Romagna).
Regione Friuli Venezia Giulia: Grisulina (Carnia), Grisulò, Grisuton (Carnia), Jerbucis (Carnia), Povarine, Scialutos (Carnia), Sclopitt, Sgrisulò, Sclops (Carnia).
Regione Lazio: Liuli, Virginilli (Reatino), Trivoli (Frascati).
Regione Liguria: Baichina (Mignanego), Battilingua (Ceriana), Ciocche (Chiavari), Ciocchetti (Noli), Ciucchetti (Val Polcevera), Erba ciocca (San Bernardo), Erba schioppettina (Genova), Frisceti (Sarzana), Grassuelli (Campegli), Grissari (Bordighera), Grissuelli (Velva), Scipuelli (Chiavari).
Regione Lombardia: Cornagitt (Milano), Erba issegheta (Brescia), Giotton salvadegh (Pavia), Petta forc (Valle Camonica), Sciopetì (Bergamo), Scriziga (Valtellina), Verzin (Como), Verzitt matt (Milano), Verzoli (Brescia), Verzulì (Brescia).
Regione Marche: Concigli (Appennino umbro-marchigiano).
Regione Molise: Strivulille.
Regione Piemonte: Cojet, Eiclopet (Val San Martino), Scherza (Frabosa), Sciop, Sciopet, Sgruzet (Torino), Sounajet (Val di Lanzo), Urecia d’ leor (Melazzo), Urigia d’ levra.
Regione Puglia: Caricieddhu (Salento), Cauleddu (Salento).
Regione Sardegna: Crapicheddu (Fonni), Erba ‘e sonagiolus (Macomer), Erba de sonaiolus (Cagliari), Erba de zoccu, Erba sonajola, Zacca zacca (Arizzo).
Regione Sicilia: Benalbu, Cannatedda (Etna), Cauliceddi di vigna, Erva di pridicaturi, Pizza parrini (Avola).
Regione Toscana: Bubbolinì (San Sepolcro), Crepaterra (Val di Chiana), Erba del cucco (San Sepolcro), Mazzettone minuto, Strigoli (Scandicci), Stritoli (San Sepolcro).
Regione Trentino Alto Adige: Sgrizòl.
Regione Umbria: Concigli (Appennino umbro-marchigiano).
Regione Val d’Aosta: Greillón (com. di Chambave), Crec (Valtournenche).
Regione Veneto: Barbabechi (Verona), Carleti (Treviso), Carletti (Venezia), Carlini (Treviso), Sciochet (Belluno), Sciupetin, Scrizzoloni (Verona), Sciocaroi (Asiago).
Questo elenco è ovviamente parziale, ma dà un’idea sulla diffusione dell’uso alimentare di questa pianta.

